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Abbraccia la Tigre, sempre!

L’immagine della Tigre è sempre stata molto cara a chi come noi, pratica Arti Marziali, considerandola tra gli animali più forti, impavidi, ma soprattutto maestosi in ogni movimento, che ne divenne sin dalla notte dei tempi l’ideale di ogni praticante nel perseguire la sua potenza, eleganza e distacco che ne fanno una creatura seppur crudele, da ammirare, perché agisce, anche quando uccide in natura, non per pura aggressività fine a se stessa ma per la sopravvivenza, rispettando la legge della vita.

Esiste un motto cinese che dice: “Ognuno di noi, va a dormire ogni notte con una tigre accanto. Non puoi sapere se questa al risveglio vorrà leccarti o sbranarti”, e così metaforicamente la si vuole alludere alla parte più feroce della natura istintuale dell’uomo, che esce fuori e prende il sopravvento senza il dono della ragione.

Il famoso detto cinese «cavalcare la tigre», molto famoso anche in occidente, spiega che l’uomo deve riuscire in ogni situazione ad avere consapevolezza delle proprie forze e di quelle della natura per non esserne sopraffatto, ma allo stesso non impedire a queste forze di manifestarsi, poiché dalla natura stessa dipende la sua stessa esistenza come creatura libera, di relazioni autentiche, che si pone domande, che cerca risposte, che non segua sentieri già tracciati per timore o paura.

Ed è qui che le Arti Marziali si sono evolute in qualcos’altro nel corso di tutto questo tempo. Piuttosto che essere competenze utilizzate (solo?) per uccidere, sono diventate strumento di miglioramento di sé stessi. Cosi come si può allenare la mente, si allena il corpo e l’anima attraverso la pratica per lunghi periodi di tempo, senza (grossi) rischi.

Nelle Arti Marziali così come le considero alla Matjan Academy, s’impara così ad accettare di fare un lavoro più preciso su se stessi, e lavorare costantemente sui propri errori, anche i più piccoli. Non importa dove siamo stati colpiti, l’unica domanda importante è perché quel pugno ci ha colpiti, e questo ci fa comprendere che l’Abilità non arriva in un giorno, e la s’insegue tutta la vita. Questo è esattamente come vedo la pratica di un’Arte Marziale, e per me, gli sbagli sono solo uno strumento, magari diverso, in cui le competenze acquisite confluiscono nel carattere della persona.

Perché se l’unica differenza tra un novizio ed un Maestro sono i decenni di pratica che li separano,  gli errori commessi durante la Via sono l’unico mezzo di trasformazione, dal principiante all’esperto.
Poiché nella pratica assidua, il corpo impara, non solo la mente. Errore per errore, fino allo sperato successo, le innumerevoli ore trascorse a praticare si sommano, e senza saperlo, s’inizia ad avere i primi risultati, e li ti rendi conto che la Maestria è sempre lontana.

Le Arti Marziali insegnano ad accettare se stessi e lavorare sui propri difetti, così come accade che nella vita, ci si comporta come se qualcosa di noi si rifletta direttamente nella pratica dell’Arte Marziale, difatti il carattere personale, diventa un elemento indispensabile che si riflette come un essenza in quello che si pratica.

Ed è li che bisogna fare i conti con la propria identità, nel senso più profondo di chi e cosa siamo. Perseguire obiettivi ambiziosi nel percorso marziale può accrescere e spingere la propria evoluzione personale e caratteriale, come uomini in grado di coltivare consapevolezza in corpo, mente e spirito. È una meta difficile da raggiungere, ma ne vale il tentativo, poiché riuscire ad ottenere ciò che si desidera significa fare del proprio meglio sapendo anche distaccarsi dalle proprie azioni, con serenità e senza eccessive tensioni.

Quando si parla dell’animale della Tigre significa anche possedere alcuni “istinti”, soprattutto perché certi istinti appartengono a tutti gli esseri viventi, basta osservare questi animali per notare molteplici strategie di sopravvivenza. Ci vorrà pazienza per risvegliarli (una volta sopiti), ma con determinazione e costanza, ecco alcune semplici azioni che prendono ispirazione dal grande felino, e possono fare la differenza nella tua vita:

1. Osserva e cammina con consapevolezza, senti ogni parte del tuo corpo mentre ti muovi in una tecnica, guarda ogni cosa che incrocia il tuo sguardo in ogni momento della giornata,  mentre pratichi, o quando ti sposti mentre esegui una tecnica.

2. Sii concentrato in ogni cosa che fai, cercando di mantenere uno stato di attenzione costante e concentrazione

 3. Respira adeguatamente, per poter attingere al tuo serbatoio di energia vitale, anche nelle situazioni in cui rimarresti senza respiro.

Paradossalmente le Arti Marziali si utilizzano per affrontare il male ed ottenere il bene. Il proprio, e di quelli vicini a Noi.

E così il Pukulan Bukti Negara è un’Arte da affinare continuamente, perché se la Maestria va coltivata, la propria abilità va continuamente esercitata, affinché le proprie conoscenze vengano continuamente approfondite.

Dove ciascuno, alla fine, può trovare il proprio sentiero nella via che accomuna tutti, nella ricerca del proprio Io, l’Essere davvero se stessi.

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