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DAL TRAMONTO ALL’ALBA

Nel desiderio di far avvicinare sempre più persone ad filosofia di vita sana, voglio condividere qui una riflessione che facevo tempo fa a proposito del significato della pratica di un Arte Marziale. Ogni nostro atto che compiamo, se fatto con passione, non distrugge ciò di buono che abbiamo fatto in  passato ma lo rivaluta in nuove forme conservandone l’essenza.

Credo fermamente che in un mondo globalizzato dove le tecniche sono condivise è importante recuperare l’essenza della propria storia, altrimenti la tecnica è al servizio di se stessa e diventa materia sterile, perde di significato a ciò che la circonda. Se l’entusiasmo di una persona e’ autentico, non lo si vede in un momento di festa, ma nella quotidianità, dal piccolo lavoro giorno dopo giorno fino alle grandi decisioni.

Per questo alla Matjan Academy abbiamo la presunzione, nella conseguente ferma volontà di trasferire Conoscenza, di osare un faccia a faccia con gli innumerevoli limiti interni ed esterni, e che ogni praticante possa impegnarsi in questa direzione, un’attività i cui benefici si vedono sempre meglio con il tempo. Molti dei miei studenti hanno iniziato senza aver mai fatto nulla prima ed alcuni a un’età in cui molte persone smettono di fare sport o non si immaginano nemmeno di iniziare un bel niente.

E tutti loro scoprono che le scorciatoie non esistono, e l’allenamento è solo un pretesto per esercitarsi per la vita. Per questo è qualcosa di sacro. Dipende dall’atteggiamento con cui praticate. Come si fa a far diventare “sacra” la vostra pratica, e quindi la vostra vita? Facendo attenzione ad ogni singolo gesto, ad ogni ripetizione, cercando di renderla migliore della precedente, in allenamento e in qualsiasi azione quotidiana. Preferendo di gran lunga lavorare sul giusto atteggiamento mentale ed in generale su qualsiasi cosa che mi renda un Uomo più che un semplice atleta.

Perché nella vera Arte Marziale non esistono limiti di crescita come accade nello sport, non esiste una performance definitiva. Non intendo una semplice esecuzione della tecnica che si sublima nel momento stesso in cui essa viene eseguita, ma un tutto che comprende sì la tecnica, ma anche la mente, del meglio che potete fare voi stessi in base alle vostre possibilità, superando i propri limiti rispetto alla volta precedente. Io non posso regalarvi il vostro miglioramento, quello potete darvelo soltanto voi col vostro impegno.

Ma forse posso motivarvi con una riflessione, se vi adagiate nella mediocrità della cultura fisica, correte un rischio ancora più grande, quello di adagiarvi, con lo stesso atteggiamento e per abitudine, anche nelle cose più importanti della vostra vita. Per me l’Arte Marziale è servita allo scopo di evitare di cadere in questa trappola.

Non riuscirete mai a combattere un avversario se prima non imparate a combattere contro voi stessi.

Chi m’insegna, Walter van den Broeke, non è mai soddisfatto del mio Timing (uso del ritmo nel combattimento), e dei miei movimenti, cercando di portare la mia abilità ad un livello sempre più alto, dall’attitudine “Pukul Terus” (colpisci fino alla fine) , tipica del Pukulan, ad “Un colpo una vita”. Ovviamente non alludo soltanto al punto di vista dell’esecuzione, ma come una sorta di emblema, di un modo di concepire uno stile di vita.

Ogni tecnica deve essere eseguita con la piena intenzione e convinzione, per un approccio più occidentale , “Carpe Diem” (Cogli l’attimo) con il coraggio di risolvere rapidamente lo scontro, concentrandosi a tal punto da rendere definitivo qualsiasi colpo.

Questa espressione che uso, non significa soltanto “far fuori l’avversario con un colpo solo”, significa soprattutto cercare di fare in modo che ogni nostro attacco sia perfetto, sia migliore di quello precedente, come se fosse la vostra ultima possibilità.

Che ogni nostra Decisione sia definitiva.

L’avversario siete quindi voi stessi e avete una sola possibilità di eliminarlo. Potete riuscirci soltanto facendo meglio di quanto lui facesse ieri. Il segreto consiste nel rendere ciascuna tecnica e ciascun attimo della pratica una questione di vita o di morte, perché se e quando accadrà davvero che qualcosa metterà in pericolo ciò abbiamo più a cuore, come i nostri cari, nulla potrà e dovrà fermarci. Ci saremo preparati una vita per quel momento che avremo voluto mai accadesse.

Nulla potrà toccare chi amiamo di più.

PUKUL TERUS.

Anche nella notte più buia. Fino alla (sua) Fine.

Dal Tramonto all’alba.

Forza.

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