Training

Propriocezione, il piede e la consapevolezza del corpo

Madre natura ci ha donato un tipo di sensibilità magari poco conosciuta, ma altrettanto importante, la sensibilità propriocettiva.

È quel tipo di sensibilità che permette al nostro sistema nervoso centrale (SNC) di avere delle informazioni precise e in tempo reale di tutto il corpo riguardo il movimento (velocità, forza direzione e accelerazione), la posizione nello spazio ed i cambiamenti che avvengono nei nostri muscoli, nelle articolazioni e nei tendini. Questo non avviene solo quando facciamo sport, ma in ogni momento della nostra vita quotidiana, dalla semplice postura, alla camminata o la corsa, agli sport in genere, alle Arti Marziali, all’Atletica, etc, perché tutte le Attivita’ fisiche usano le catene cinetiche. Per intenderci non potremmo mai fare un salto solo contraendo gli arti inferiori, o non potremmo esprimere la massima potenza di un pugno solo con la contrazione del deltoide. In entrambi i casi usiamo un complesso di muscoli detti, appunto, catene cinetiche. Le catene cinetiche sono responsabili della nostra verticalità, del nostro equilibrio e della nostra coordinazione.

Per questo oggigiorno il Training Funzionale e l’allenamento propriocettivo sono sempre più di fondamentale importanza per nella preparazione atletica di Arti Marziali e Sport da Combattimento in genere, ma anche negli Sport di squadra come il Calcio, Football, Pallavolo, etc.

Il principio su cui si basa il Functional Training è che il corpo nei sui movimenti o nelle sue posture è un’unica struttura e come tale deve essere allenato. L’allenamento quindi non divide i vari gruppi muscolari, ma li costringe a lavorare in sinergia.

In ogni seduta si allena sempre quello che viene nominato “core”, ovvero la muscolatura addominale e lombare, fondamentale in ogni sport. Ma allo stesso tempo In ogni buon allenamento funzionale che si conosca, si concentrerà sul ruolo vitale che ha il piede umano per quanto riguarda il cervello.

propriocezione

Il piede, così incredibilmente ricco di terminazioni nervose perchè studiato per farci “sentire” il mondo che ci circonda e non per ingabbiarlo in contenitori che lo acciecano e alzano il livello di minaccia percepito dal nostro Sistema Nervoso Centrale (SNC) diminuendo la capacità di esprimere performance di tutto l’individuo.

La differenza che avviene tra la stimolazione con le superfici instabili e quella con le superfici naturali risiede nella diversa trasmissione nervosa, le superfici instabili stimolano più i fusi neuromuscolari e gli organi tendinei, e quindi  esercizi propriocettivi applicati a dei movimenti “funzionali al proprio sport/disciplina”, risulta di fondamentale importanza per ottenere un gran senso dell’equilibrio ed un controllo assoluto del gesto tecnico.

È molto indicato per tutti gli atleti che praticano un’attività sportiva caratterizzata da un gran numero di salti e cambi di direzione, dove la percentuale di traumi distorsivi a caviglia e ginocchia è elevata, e dove la stanchezza fisica compare in maniera rilevante, l’allenamento propriocettivo dev’essere impostato su situazioni che inducono l’atleta a perdere l’equilibrio, quindi ad attivare la muscolatura velocemente e correttamente per recuperarlo nel minor tempo possibile.

Per migliorare la consapevolezza cinestesica e quindi l’equilibrio e la precisione dei movimenti è più vantaggioso fare una stimolazione relativamente maggiore sui piccoli nervi.

L’equilibrio dunque è determinato dal controllo e dalla regolazione del movimento da parte del sistema nervoso e permette di organizzare, adattare e trasformare un movimento. Costituisce la base per l’apprendimento ed il miglioramento delle capacità tecniche e permette di realizzare azioni motorie efficaci, dalle più semplici alle più complesse.

Credo per questo che la continua evoluzione tecnica debba andare di pari passo con le nuove metodologie di preparazione atletica, che può dare un grosso contributo sia all’Uomo che alla sua  pratica, sportiva o  Tradizionale, poiché se è vero che “I dettagli fanno la perfezione, la perfezione non è un dettaglio” (L.Da Vinci).

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