Training Weapons

The Perfect Weapon…

Ammettiamolo, si prova un certo (super)potere nel sentirsi in grado di difendere se stessi ovunque si va, e magari di proteggere la propria donna/famiglia da uno dei milioni di criminali/pazzi/ubriachi che ci sono nel mondo. Purtroppo, questo non è sempre possibile. Molte aggressioni oggi, avvengono da persone munite da quelle che vengono definite, arma bianca: coltello, bastone, martello, bottiglia rotta, catena, etc. La sportività non è prevista in queste occasioni, ma la propria vita e quella dei propri cari è l’unica cosa che conta. Ma se non ci si è mai destreggiati con la pratica di un arma (da percussione o taglio), è molto difficile riuscirne a difendersi senza riportare gravi danni, l’uomo armato è sempre in vantaggio, anche qualora non sapesse usare l’arma, su un uomo disarmato.

Alla MATJAN ACADEMY pratichiamo con il bastone corto, oltre che col Kerambit, per conoscenza dell’Arte Tradizionale, ovviamente, ma soprattutto per prendere confidenza di alcuni concetti utili, perché ciò può essere in grado d’ispirare l’utilizzo d’oggetti di uso quotidiano per scopi di autodifesa. Ritengo che quando s’imparano delle tecniche, i principi appresi debbano essere trasferiti a qualsiasi altra arma, oggetto o arnese si abbia tra le mani.
Poichè se nella vita reale un aggressione reale dove spunta un coltello è cosa molto facile (per via della facilità con cui un malintenzionato può nasconderlo addosso), parimenti si potrebbe ricavare un bastone per difenderci, con un ombrello o una torcia, addirittura con un giornale arrotolato. Se ci si guarda intorno con occhi attenti, si può scorgere sempre un’arma “improvvisata” con se.
Per questo un allenamento con colpi sferrati a vuoto, e poi in applicazione con un compagno, familiarizzando così con linee e geometrie proprie della tecnica, permetterà il passaggio mani nude a QUALSIASI ARMA per poter ci accedere in modo più efficiente, anche sotto stress in caso di una sola necessità: la Sopravvivenza.
Come si progredisce nei Pukul (colpi a mano nuda) più si dovrebbe sviluppare una mentalità propria delle armi, se si pensa che basta stringerne una nella propria mano, rendendosi conto che esiste una sola arma nella propria mente, SE STESSI.
La potenza di ogni percussione a mano nuda proviene dall’uso delle gambe. Quindi, indirettamente, abbiamo già un’arma fisica al lavoro, ma utilizzando uno strumento nelle proprie mani si moltiplica la potenza d’azione in combattimento.
Gli strumenti da utilizzare come armi improvvisate sono disponibili quotidianamente, differenziate dalle loro caratteristiche, se sono piccole e molto leggere saranno efficaci colpendo di punta, più lunghe e resistenti possono percuotere con una certa potenza.
Proprio per questo, credo in un approccio dove, sin dai primi periodi d’apprendimento di un’Arte, cosiddetta “Marziale”, alcune lezioni trattino l’uso del Bastone corto, cercando di applicare i concetti di piccole forme (Jurus o Drills), per comprendere i vantaggi di ciò che s’impugna, e capire come esso sia solo un prolungamento del proprio braccio. Tutto questo è ciò che per me ha reso unico il mio incontro con il PenTjak Silat, e nella sua forma più pura, il Pukulan. Fino al punto di rendermi conto che la vera arma da maneggiare con arguzia è il controllo di se stessi.
Perché io Respiro con l’Arma, nel mentre dell’Azione, divenendo così l’Arma Perfetta.

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