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John Wick 3 – Parabellum (2019)

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Proprio come John Wick – Capitolo 2 (la recensione), questo terzo capitolo riprende poco dopo gli eventi del suo predecessore. L’aver condotto affari sul terreno sacro dell’Hotel Continental ha lasciato John Wick (Reeves) in severa violazione delle rigide regole in base alle quali gli assassini dovrebbero dimettersi, con Winston (Ian McShane) che ha ordinato la sua scomunica. John Wick ha meno di un’ora prima che venga aperto un nuovo contratto sulla sua testa, e la bella somma di 14 milioni di dollari assicura che ogni tipo di killer, tagliagole e tirapiedi della malavita della città si metta presto sulla sua strada.

Mettere il suo eroe in fuga per la maggior parte dei 131 minuti di durata dà a John Wick 3 – Parabellum un senso quasi permanente di pericolo, infondendo ogni sequenza action di selvaggia energia cinetica.

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Il matrimonio tra brutali combattimenti corpo a corpo e colpi di arma da fuoco incredibilmente precisi sono stati da subito alla base della serie, e Chad Stahelski vuol dimostrare una volta di più che il passato da stuntman ha il suo bel peso nei film che gira, infarcendo la pietanza con alcune delle più folli, originali, energetiche coreografie mai viste prima a Hollywood.

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E se le corse / duelli sulle moto brandendo katane o i cavalli utilizzati come imprevedibili armi scalcianti rientrano nel ‘contratto’, non sembra una caso che Chad Stahelski abbiamo voluto sul suo set – direttamente dal seminale The Raid 2 – Yayan Ruhian e Cecep Arif Rahman, impegnandoli, giustamente, in una delle migliori sequenze di combattimento corpo a corpo che John Wick 3 – Parabellum ha da offrire. Ambientata in un’enorme stanza piena di vetrine – dove anche pareti, pavimento e soffitto sono fatti di vetro – la fluidità del prolungato – quasi estenuante – duello a tre sarebbe già da solo sufficiente, ma il contesto sbalorditivo (quasi una sorta di versione 3.0 della stanza degli specchi di I 3 dell’Operazione Drago) aggiunge un ulteriore grado di splendore visivo.

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