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STICK FIGHTING, L’ARTE DEL PUKUL COL BASTONE

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Il Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara è un’Arte Marziale che è principalmente conosciuta per la sua tecnica di percussioni esplosive e spostamenti rapidi, che ne fanno uno dei Sistemi di combattimento di Pentjak Silat più efficaci.

Nell’ultimo seminario 2018 a San Salvo, presenziato dal Technical Director Walter van den Broeke, è stato affascinante nel vedere come un’arma da percussione come un bastone è utilizzata all’interno di un Sistema Tradizionale, questo aspetto di Pentjak Silat non è mai stato molto mostrato, fino ad Ora.

Pertanto, è stato sorprendente vedere Walter van den Broeke in azione mentre dimostrava le tecniche di bastone di questo Sistema, nei suoi movimenti esplosivi, ma essenziali e diretti come un pugno.

I partecipanti del Workshop tecnico sono rimasti sbalorditi dalla facilità con cui tagliava le linee mentre contrattaccava il suo attaccante travolgendolo fino a finalizzarlo con la sua stessa arma.

È convinzione di Walter, che anche gli attributi (Timing e posizione) che vengono insegnati con le tecniche a mano nuda, devono essere applicabili, con piccoli dettagli, sul bastone. Infatti alcuni dei principi trattati nel seminario comprendevano:
PRESA: il bastone è tenuto sia in modo convenzionale, che occasionalmente al centro per un’azione frustata momentanea. La parte del bastone sotto la propria mano è utilizzata per colpire ogni volta che è necessario. La mano viva è posizionata vicino alla presa, pronta ad afferrare il bastone o colpire se necessario.

PRESSIONE COSTANTE: agli studenti è  insegnato che non appena si entra in contatto con l’avversario, bisogna esercitare pressione, a prescindere dall’attacco, devono mantenere  pressione costante in avanti. Quando Walter van den Broeke ha dimostrato questo concetto, si è mosso così rapidamente che, prima che potessi reagire, ho sentito una pressione tremenda. Ero incapace di neutralizzare o reindirizzare il suo attacco. Non importa dove ho provato a muovermi o cosa ho tentato di fare, sembrava essere in grado di manipolare e controllare ogni mia reazione.

USO DI ENTRAMBE LE BRACCIA DURANTE IL PUKUL: Pukulan si riferisce al complesso metodo di colpire con i gomiti rivolti verso il basso. Nella vita di tutti i giorni siamo abituati ad usare le mani e a non prestare attenzione a cosa fanno i gomiti. I nostri gomiti sono naturalmente rivolti verso l’esterno in quasi tutte le azioni della vita quotidiana, persino quando siamo con le braccia rilassate lungo i fianchi. Offre la possibilità di proteggere la propria linea di attacco mentre lo si scaglia: il gomito può intercettare o deflettere tutto ciò che trova nella sua traiettoria, proteggendo e aprendo la strada verso il bersaglio (difesa e attacco contemporanei). Questo crea un vantaggio “tattico” (due armi contro una) e il fatto che il colpo abbia “dietro” la sua struttura per tutto il tragitto permette di colpire con efficacia anche a cortissima distanza.

INTRAPPOLAMENTO: diversamente da ciò che possiamo vedere in wing chun, JKD o simili, in questo sistema, il trapping è e’ spesso effettuato con il bastone stesso, non solo con la mano libera.  In questo sistema rientra anche un’astuzia molto usata e conosciuta come “foot trapping” (intrappolamento dei piedi): questo trucco consente di bloccare il piede dell’avversario impedendogli di indietreggiare o uscire di lato e colpirlo con vari colpi

SQUILIBRIO: il concetto di “squilibrio” si riferisce a una tattica usata per rompere il piano verticale del tuo avversario per piazzarlo. Per esempio, una volta che ti impegni e hai le mani sull’arma del tuo avversario, tiri giù verticalmente, costringendolo a bilanciare prima di gettarlo. Il principio è usato con o senza un’arma e si applica nella maggior parte delle situazioni.

PUGNO CON IL TUO BASTONE: Agli studenti è stato insegnato a pugni con il pugno chiuso mentre si tiene il bastone. Il concetto è che colpire mentre si tiene il bastone crea l’effetto di massimizzare il colpo. I pugni sono più potenti e non è necessario lasciare il bastone, perché farlo quando riesci a dare un pugno e continui a colpire con il bastone, se necessario?

GOMITI, GINOCCHIATE, PROIEZIONI: Ai partecipanti è stato insegnata la tattica che includeva colpire con il bastone e seguire con altri stikes come Pukul, Pecut, ginocchiate, calci, e spazzate. I colpi di gomito i più importanti a distanza ravvicinata e dalla posizione migliore. Walter van den Broeke ha dimostrato come le ginocchia non solo sono utilizzate per colpire, ma anche per scompensare il bilanciamento dell’attaccante e per prepararlo per una proiezione. Nel combattimento armato l’altezza dei calci non deve superare le ginocchia; i bersagli preferiti sono le articolazioni delle ginocchia e caviglie, l’interno tibia, l’avampiede, i quadricipiti ed i genitali.

PRIMO SEGNALE: Questo si riferisce al movimento che fa il braccio armato di bastone prima di  schiantarsi addosso. Agli studenti viene insegnato ad ascoltare e reagire alla prima mossa, quando l’avversario carica l’arma, è il momento più sicuro per entrare e chiudere sul nascere la situazione.

UTILIZZARE COMPLETAMENTE IL BASTONE: ogni parte del bastone viene utilizzata per colpire. Mentre la maggior parte delle arti insegnano a colpire con gli ultimi 2 cm del bastone (minor superficie=maggior impatto), Walter insegna a manovrare il bastone contro l’avversario, anche colpendo l’arma stessa con il braccio, o la mano aperta, direzionandola contro il viso dell’attaccante.

TRASFERIBILITÀ: Non è raro che un esperto praticante possa passare la sua arma da una mano all’altra durante un’azione. Ci si allena per farlo in modo efficiente e sicuro. Quando si colpisce il bersaglio scelto ed aver intrappolato con la mano dell’arma, si può passare l’arma nella mano libera opposta per colpire ancora da un angolazione imprevista. Anche se cambia l’arma i movimenti seguono gli stessi schemi (con i necessari aggiustamenti), e quindi anche trovandosi in situazioni nuove dovrebbe essere possibile adattare rapidamente le tecniche già apprese.

Il Pukulan Pentjak Silat Bukti Negara è un Sistema da combattimento ravvicinato, che enfatizza dapprima l’efficienza tecnica nel tempismo, il movimento giusto al momento giusto. Cosicché ogni movimento non viene mai sprecato, e la sua immediatezza e esplosività possono essere viste nell’applicazione a mani nude e ancor più devastante quando con un bastone. Le tecniche insegnate con il bastone sono dirette, pratiche e potenti. Tuttavia, secondo Walter van den Broeke, non ci si considera come stickfighter, anzi, ma piace pensare a se stessi come Fighters con un bastone in mano.

Come lo studente progredisce nel Pukulan BN sviluppa la mentalità che un oggetto occasionale in mano è un equalizzatore, in cui peso, muscoli e forza contano di meno, dove invece prevalgono Timing, controllo della distanza e tecnica.

Il bastone diventa così solamente il prolungamento del proprio braccio.

Cominciando a rendersi conto che c’è una sola ed unica arma, Se stessi.

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