“𝐹𝒶 𝓈𝒾 𝒸𝒽𝑒 𝓁𝒶 𝓉𝓊𝒶 𝓅𝑜𝓈𝓉𝓊𝓇𝒶 𝓈𝒾𝒶 𝓁𝒶 𝓉𝓊𝒶 𝓅𝑜𝓈𝒾𝓏𝒾𝑜𝓃𝑒 𝒹𝒾 𝑔𝓊𝒶𝓇𝒹𝒾𝒶, 𝑒 𝓁𝒶 𝓉𝓊𝒶 𝑔𝓊𝒶𝓇𝒹𝒾𝒶 𝓈𝒾𝒶 𝓁𝒶 𝓉𝓊𝒶 𝓅𝑜𝓈𝓉𝓊𝓇𝒶 𝓆𝓊𝑜𝓉𝒾𝒹𝒾𝒶𝓃𝒶”.
Questa frase fu attribuita ad uno dei più celebri spadaccini giapponesi che siano mai vissuti, Miyamoto Musashi (1584-1645) dove spiega che il controllo della tecnica utilizzata, passa attraverso un corretto uso della propria mente, nel processo cognitivo.
Musashi, prima ancora che un guerriero, era uno stratega. Secondo quanto riportano i suoi scritti niente va lasciato al caso, e la prima arma del vero esperto è la sua intelligenza.
Miyamoto Musashi stesso dice che l’Arte Marziale va applicata alla vita di tutti i giorni, come nella postura quotidiana.
La postura è la corretta posizione che il corpo deve assumere in ogni momento, più mentale che fisica.
Il corpo umano trae la forza biomeccanica, la stabilità e l’efficienza dalla sua postura.
Qualunque sia la posizione in cui ci si trova durante il conflitto, qualsiasi azione inizia e termina da una determinata postura, dove le sensazioni interiori di istinto e sopravvivenza, devono prevalere su tutte le altre.
La biomeccanica di un’Arte Marziale è dev’essere sempre usata per migliorare l’espressione di un colpo, la peculiarità di esso dev’essere l’utilizzo dell’intera catena cinetica: un concentrato di esplosività e potenza in grado di mettere a termine un combattimento all’istante se usata perfettamente.
Così l’operatore che voglia colpire il proprio bersaglio con un’arma da fuoco, deve mettere in atto diverse attività psicomotorie, che gli permetteranno d’impugnare correttamente l’arma che ha sul suo fianco, di estrarla e dirigerla correttamente allineata sullo stesso ed infine far partire il colpo che lo andrà a raggiungere.
Se il cervello è l’arma più potente che sia stata data all’Uomo, l’estrazione più rapida è quella di avere l’arma già “impugnata”.

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